Fortaleza, la capitale dello stato del Ceará nel nordest del Brasile, ha una popolazione di circa due milioni e mezzo di abitanti. Bagnata dall´Oceano Atlantico, ha spiagge e dune a perdita d´occhio, estate tutto l´anno, rete alberghiera di eccellente qualità ed é perciò una delle mete più ambite dal turismo nazionale e internazionale. ’ purtroppo molto conosciuta anche come meta del vergognoso turismo sessuale.
Il modello economico adottato dal governo, che prevede grossi investimenti al turismo e alle piccole industrie, non riesce a modificare la qualità di vita di più del 70% della popolazione. Oltre il 52% della popolazione attiva sopravvive nel mercato nero. Pur aumentando i posti di lavoro, la mano d´opera non qualificata e gli stipendi irrisori aumentano sempre più la concentrazione del reddito.
Nonostante gli innegabili sforzi del governo attuale, molto problematica continua ad essere la situazione degli adolescenti e dei giovani dai 14 ai 19 anni appartenenti alle migliaia di famiglie ancora senza accesso agli interventi sociali, in particolare alla casa, alla scuola, al lavoro e alla sanità. Emarginata nelle periferie della "città bene", questa gioventù diventa facile preda degli sfruttatori del lavoro infantile e soprattutto della criminalità organizzata di trafficanti di droga e armi.
Allo stesso tempo, l´ostentazione sfarzosa degli shopping e hotels, di macchine lussuose e di ogni ben di Dio da parte dei turisti o dei ricchi locali, suscita in molti giovani esclusi dai beni di consumo l´illusione di potersi impossessare di tutto questo, senza troppi sforzi, imboccando la via della violenza e della criminalità.
Un dato impressionate: 42 adolescenti dai 13 ai 17 anni sono stati assassinati dai trafficanti di droga di Fortaleza dal 1º gennaio a metà aprile di quest´anno, solo per non aver pagato i debiti contratti o aver cercato di voler uscire dal giro. Un aumento del 50% rispetto allo scorso anno.
Solo a Fortaleza, circa 1.500 sono gli adolescenti e i giovani reclusi nelle sette carceri minorili chiamati di Unità di Interventi Socio-Educativi.
Le foto qui allegate si riferiscono a una di queste Unità, riservata ai giovani (più pericolosi) dai 16 ai 19 anni con un numero di reclusi che oscilla dai 220 ai 250, tutti condannati per omicidio, furto, assalto a mano armata, rapina in banca, stupro e altro.
Uno studio fatto l´anno scorso ha riscontrato che, tra questi, il 48% non ha mai avuto contatto con la figura paterna; l’82% ha interrotto la scuola per lavorare in nero; il 97,6% si droga; oltre il 60% aveva già commesso piccoli reati e scontata una breve condanna negli anni precedenti.
Senza un progetto pedagogico intelligente e audace è impossibile pensare ad un ricupero efficace. Dialogo permanente, scuola, lavoro redditizio e qualificante, attività artistiche (musica e pittura) e sportive diventano l´unica chiave capace di spalancare la porta chiusa della mente e del cuore di questa gioventù a rischio, e far emergere tutta la potenzialità dei sentimenti e delle abilità soffocate, quasi fin dalla nascita, da esperienze di vita pesanti e crudeli. Le capacità di ogni persona, quando troppo soffocate, aprono la porta alla frustrazione, alla rabbia, alla spericolatezza, alla violenza o ad ogni sorta di vizi.
È in questo contesto che si inserisce l´iniziativa del complessino musicale "Banda Renascer" (Banda Rinascere) e la Banda Marcial. Dinanzi all´inerzia delle autorità responsabili ci stiamo impegnando ad offrire ai giovani in carcere la possibilità non solo di addestrare nell´uso di strumenti musicali ma, soprattutto, di intraprendere con loro un percorso di rinascita degli affetti, dei sogni, delle speranze, del gusto per la vita, del piacere per il tutto ciò che é bello, pulito e sano.
Il canto, il ritmo, la melodia e l´armonia quando inseriti in un processo educativo integrale e integrato fanno scaturire la consapevolezza di sé e degli altri, amplia le abilità comunicative e cognitive, riducono i comportamenti devianti, favoriscono l´interazione con gli altri e accrescono la disponibilità al contatto interpersonale e alla socializzazione.
Non è da poco aggiungere che grazie a questa attività musicale e all´intelligenza e buona volontà dell´attuale direzione del carcere, questi ragazzi possono uscire dal carcere per esibirsi in alcune ricorrenze sociali. Questo contato con la comunità, anche se sporadico, accresce l´autostima e aiuta a superare i pregiudizi da ambe le parti. È urgente e importante, inoltre, far capire alla società che la persona vale di più di qualsiasi reato commesso e che, offrendo a tempo opportunità e fiducia, è possibile aiutare anche questa gioventù a rischio a rifarsi la vita e i sogni.
I componenti della "Banda Renascer" attualmente sono 8. Man mano che uno lascia il carcere viene rimpiazzato da un altro alunno. Anche per questo motivo il gruppo resterà sempre di principianti. Questo non toglie il valore dell´iniziativa e che uno o l´altro possa continuare un percorso musicale. Il nostro proposito è di riuscire in breve a coinvolgere almeno 25 ragazzi dando preferenza a quelli che dovranno restare in carcere almeno due anni.
La Banda Marcial (che marcia) raggruppa una quarantina di ragazzi ed è un ottimo allenamento alla disciplina e al risveglio del senso di appartenenza ad una comunità.
Due testimonianze:
"Non avrei mai pensato di riuscire a capire me stesso e tutto quel che di brutto mi è capitato nella vita, proprio ora che mi è stata tolta la libertà. Ero già stato in carcere 10 mesi quando avevo 15 anni. Non ho imparato nulla anche perché allora nessuno mi ha aiutato e un anno dopo mi hanno preso di nuovo. Ora ho 19 anni e tra pochi mesi sarò libero. Le cose stanno cambiando perché io sono cambiato. La banda musicale mi ha aiutato a rinascere davvero" (Davide Magno solista del complessivo – condannato per rapina a mano armata).
"Sono sempre stato chiuso di carattere e diffidente di tutto e di tutti. La musica e la pittura mi hanno aiutato a sbloccarmi. Lo psicologo mi dice sempre che sono veramente cambiato. Anch’io lo dico". (Robério Mendes – 20 anni – batterista condannato per omicidio – sarà in libertà entro un anno).