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Il Concerto dei Vincitori della terza edizione del Premio “Francesco Geminiani” si è tenuto, come è ormai tradizione, nella Sala Maffeiana del Teatro Filarmonico di Verona il 28 maggio 2009.
Riportiamo qui di seguito l’articolo apparso in data 2 giugno 2009 sul quotidiano “L’Arena” a firma della musicista e critico musicale Chiara Zocca, che commenta la serata:
Giovani talenti in quartetti d’archi di preziosa fattura.
Alla presenza di un numerosissimo pubblico si è tenuto in Sala Maffeiana il concerto dei vincitori del Premio «Francesco Geminiani» Edizione 2008. Il concorso, lo ricordiamo, è rivolto agli strumentisti ad arco e mette in palio preziosi strumenti di liuteria in comodato gratuito per due anni, affinché i giovani musicisti meritevoli abbiano la possibilità di iniziare la loro carriera con strumenti che ne valorizzino le abilità e che altrimenti sarebbero al di fuori della loro portata. A differenza delle edizioni precedenti, i vincitori non si sono esibiti da soli, ma sono stati invitati a formare due quartetti d'archi, con l'aiuto anche di due vincitori dell'edizione precedente.
Così si sono esibiti Takao Hyakutome e Olga Kysla ai violini, Ainé Suzuki alla viola e Marija Drincic al violoncello che, con il primo quartetto hanno dato vita all'Op. 67 in Si bemolle maggiore di Johannes Brahms; nella seconda parte Liù Pelliciari e Diana Lupascu ai violini, Sara Marzadori alla viola e Paolo Bonomini al violoncello hanno invece interpretato il Quartetto KV 421 in Re minore di Wolfgang Amadeus Mozart.
La serata è stata condotta da Alessia Rotta che ha illustrato al pubblico le finalità del concorso, le caratteristiche degli strumenti in palio (tutti di liuteria italiana, costruiti dagli anni Ottanta dell'Ottocento fino al 1985, recano i nomi prestigiosi della scuola artigianale nazionale, da Gaetano Vinaccia a Otello Bignami, dai fratelli Bisiach a Celestino Farotto e Genuzio Carletti), e ha presentato i giovanissimi vincitori.
Ottima la soluzione dei gruppi da camera che, comunque, hanno dato la possibilità di apprezzare sia gli strumenti che gli interpreti e dare, allo stesso tempo, una buona misura della sonorità complessiva di questi preziosi strumenti ad arco. Nel primo caso sono state messe in rilievo soprattutto le individualità: in particolare il temperamento di Ainé Suzuki, supportata dallo strumento di Farotto, nello «Scherzo» balzava subito all'attenzione.
Il secondo quartetto convinceva maggiormente per la dimensione cameristica dei quattro: sarebbe auspicabile l'inizio di una collaborazione stabile che si iscriva nella grande storia quartettistica italiana.
Durante la serata è stato poi presentato il progetto «La chiave della musica apre le porte del carcere» in collaboraziione con l'Associazione «Carlo Ubbiali» che si occupa del recupero di adolescenti carcerati nel Nordest del Brasile attraverso attività di musica d'insieme.
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